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giovedì 7 novembre 2013

Nuovi ritmi

A volte mi sembra di non vivere più......, mi alzo al mattino, preparo la colazione, preparo la merenda, preparo il mio pranzo, controllo la cartella, preparo lo zainetto del basket, del catechismo, ci laviamo, ci vestiamo, saltiamo in macchina e via alle 7.45 siamo già fuori casa.
Lavoro, lavoro, lavoro, viaggio in macchina,  recupero i bimbi dai nonni,  finalmente a casa.
Tutti un pò stanchi.
Ci mettiamo abiti comodi, controllo i compiti, il papi prepara la cena (deo grazias) ,  mi spupazzo un pò i bimbi, cerco di carpire informazioni sulla giornata del patato (l'impresa è ardua, è sempre difficile ottenere dei buoni resoconti), e arriva subito l'ora di cena.
Dopo la cena, giochiamo ancora un pochino, e poi i vari rituali, denti, pigiamino, favole,  nanna.
Appena loro si addormentano, io crollo sul divano.
Se riesco guardo un pezzo di qualche telefilm/serie tv, ma immancabilmente non lo finisco mai di vedere (per fortuna registro tutto).
Nel frattempo il cestone della biancheria trabocca, la lavatrice urla "usami", il lavello è un mondo a parte, i panni in attesa di essere stirati aspetteranno il week-end, anzi tutta la casa aspetterà il week-end, pile di fogli vari,bollette, posta,  libri, aspettano di essere messi a posto, e rimangono impilati in un angolo della cucina, la polvere prospera e festeggia sui mobili, e per 5 gg rimane tutto in stand-by.
Mi sembra di non avere più tempo per me stessa.
Mi sento anch'io in stand-by.
Per ora la sto vivendo così, sono sicura che poi riprenderò il ritmo, e certe sensazioni poi spariranno (quelle del tipo "mi sento in colpa perchè passo poche ore con i miei figli"), e riuscirò a ritagliarmi dei momenti per pensare, tipo alla lista dei regali di Natale, sempre fatta con molto anticipo.
Lo so, lo so, è solo questione di tempo........................è un mantra che mi ripeto ormai tutti i giorni.



domenica 20 ottobre 2013

Son qui

Non sono partita per chissà dove, anche se mi sarebbe piaciuto, sono sparita per un pò, perchè ho ricominciato a lavorare.
Non sarà il lavoro della mia vita, ma nel frattempo prendiamo quel che passa.
Sarà, per ora, per 3 mesi. Poi si vedrà. Se ci sarà lavoro.
Le mansioni sono quasi le stesse che avevo nella mia ex-azienda, in più il gestionale che devo usare è lo stesso (motivo per il quale oltre alle caratteristiche mie lavorative, il fatto che io conosca quel tal programma ha influito parecchio, non devono perdere tempo a insegnarmi).
Quando ho saputo di essere stata scelta, ho avuto le mie belle paranoie, del tipo si avevo tantissima voglia di andare a lavorare ma allo stesso tempo non vedere più i bambini mi ha mandato in crisi.
Avevamo preso il nostro ritmo, le nostre abitudini, poi all'improvviso ho cominciato e chi li ha più visti?!
Stare fuori casa 11 ore è dura.
Per recarmi al luogo di lavoro ho un sacco di strada. Purtroppo nella mia zona c'è veramente poco, sono tutte in crisi le aziende, non che questa dove sono capitata sia in crescita, anzi mi sono resa conto che è in crisi pure lei, cosa che avevano omesso durante i colloqui.
Comunque vi terrò aggiornate.


mercoledì 2 ottobre 2013

Questo è un problema

immagine presa dal web
Tu puoi aver fatto gli studi migliori del mondo, tu puoi avere l'esperienza giusta per fare quel lavoro, tu senti che potresti essere la persona giusta al posto giusto, ti rendi conto che il colloquio sta andando alla grande, che gli piaci, che ............... ma poi all'improvviso salta fuori una domanda:

- Lei ha figli?
- Si, ne ho 2.
- Come ha 2 figli?! e perchè non l'ha scritto sul curriculum?
- Scusi ma ... secondo me non è un'informazione che si scrive sul cv, io non l'ho mai scritto, e sinceramente penso che non lo scriva nessuno, a meno che ora vada di moda scriverlo (mi sto alterando). E comunque sa che non si dovrebbe scrivere neanche il sesso, sa per par condicio, per i diritti agli omosessuali.....ecc... bla bla...
- Va beh, va beh, e quanti anni hanno?
- Uno ha quasi 7 anni, l'altro ha 18 mesi.
- 18 mesi (occhi sgranati) ... ma è piccolo.... (pausa) questo si che è un bel problema.

Non vi sto a raccontare come è finita, no ... non  gli ho sputato in un occhio, anche se avrei voluto, ma il punto è, come ha osato definire il mio tenero piccolo fagiolo adorabile mammone un PROBLEMA?

E se sei troppo giovane non vai bene perchè.... ti potresti sposare, e poi fare dei figli, no non vai bene, se sei sposata senza figli ancor peggio, perchè sicuramente ne potresti sfornare uno subito appena assunta, se sei sposata e hai già un bambino, no non vai bene perchè potresti fare il secondo, se sei sposata e hai due bambini, NON VAI ANCORA BENE perchè uno dei due è piccolo.
A questo punto arriveremo in età da pensione e no, non andremo ancora bene perchè avremo i figli grandi e dovremo fare le nonne.
Per certe persone, certi datori di lavoro, certe aziende, la risposta è NO NON ANDREMO MAI BENE PERCHE' SIAMO DONNE.
Questa è l'unica risposta.
Non tutti sono così per carità, immagino che esistano persone un pò più intelligenti e aperte di mente, ma trovarle è difficile. Io mi sono sempre sentita discriminata per il fatto di essere donna, una volta non ho ottenuto un lavoro perchè mi ero appena sposata e avevano paura che facessi un figlio e hanno preferito una che ne aveva già. Un'altra volta, e lì è stata la volta più dura, mi hanno lasciato  a casa quando sono rimasta incinta del patato.
E ora, nel 2013, mi tocca sentirmi dire, che avere un bambino di 18 mesi è un problema?
Mi stupisco sempre dell'ignoranza delle persone. Di quanto il mondo del lavoro italiano sia così indietro.
Avere un bambino, essere madre, è un valore aggiunto. Quando diventi mamma, cambi radicalmente, ogni giorno fai dei sacrifici, ogni giorno devi essere super organizzata, avere tanta pazienza, avere tanta inventiva, diventi  quattro /cinque persone tutte insieme, devi fare da psicologa ai tuoi bambini, da mediatrice tra due fratelli che litigano, devi incastrare il tempo per fare la spesa, cucinare, stirare, andare a comprare le scarpe di corsa perchè a tuo figlio gli è cresciuto così tanto il piede che ti ha saltato un numero, passare in banca, in posta, dal panettiere, andare a comprare i buoni pasto per l'asilo,  ricordarti che sei anche una donna e hai un marito, e ricavare del tempo per te, per le tue passioni, per i tuoi hobby, per le tue amiche.
Essere una madre ai giorni nostri è un'impresa, la famiglia è la nostra impresa, e noi siamo le manager, la gestiamo perfettamente, o almeno cerchiamo di farlo, nei migliori dei modi.

Far sentire in colpa una donna, farla sentire inadeguata, durante un colloquio solo perchè ha dei bambini, metterla in difficoltà quasi a costringerla a "scusarsi del fatto di essere madre", è veramente orribile.

Sappiate che IO non mi sono sentita in colpa, io sono orgogliosa di essere madre, sono orgogliosa del mio bagaglio culturale e personale, e che se per loro "è un problema avere un bambino di 18 mesi", sono loro che hanno dei problemi, ho risposto per le rime, da stronza, e sapete? Sono rimasti così stupiti dal mio atteggiamento, non se lo aspettavano proprio, forse gli sono piaciuta davvero, il problema è, sono loro che non sono piaciuti a me.


martedì 5 marzo 2013

La lettera

Ieri me l'han data. La lettera.
La lettera del mio licenziamento.
Ora è ufficiale.

Per fortuna avendo ancora tante ferie arretrate non devo più andare, così non vedrò più quelle brutte facce di quei cafoni ladri ignoranti che comandano.
 
Mi dispiace tantissimo lasciare il mio lavoro a cui ero affezionata, e non per lodarmi da sola, ma ero veramente brava, e mi scendono le lacrime al pensiero di non vedere più tutti i giorni la mia collega. Oltre che colleghe, eravamo diventate amiche, complici.
Ci siamo viste per 6 anni tutti i giorni, 9 ore al giorno, pranzavamo insieme dal lunedì al venerdì.
A parte l'essere in sintonia perfetta sul lavoro,  tutte e due dei Gemelli, nate a 3 gg di distanza l'una dall'altra, tutte  e due con due bimbi, ci capivamo benissimo.
Si arrivava al mattino, e se avevo gli occhi devastati da una notte passata in bianco lei mi capiva, idem io per lei, ci sfogavamo delle rispettive suocere, dei mariti, dei cognati, ci scambiavamo consigli per i bimbi, sdrammatizzavamo tutti gli attacchi di mobbing ricevuti da quei pazzi scatenati, e ci andavamo a prendere un caffè facendoci due risate, insieme riuscivamo a resistere, ci facevamo forza l'una con l'altra.
Il nostro era l'ufficio più carino, con i disegni dei bimbi appesi, i regalini dei bimbi fatti per la festa della mamma qua e là.
Dal mese di ottobre solitamente iniziavamo a girare nella nostra ora di pausa i centri commerciali, i negozi più vicini, alla ricerca dei regali di Natale, li sceglievamo insieme, e a tutte e due ci piaceva iniziare presto e sceglierli con cura, passavamo tantissimo  tempo nel reparto giocattoli di un vicino ipermercato,  guardavamo, commentavamo. 
Cercavamo insieme cose carine su internet per le varie festività, per intrattenere i bimbi, disegni da colorare, idee, biglietti fai da te.
Abbiamo gli stessi gusti in fatto di scarpe e vestiti, capitava tantissime mattine che ci trovavamo vestite simili, con gli stessi colori! stesso neurone mattutino....
Ci piaceva a tutte e due sfogliare i volantini on-line dei supermercati, e mentre lo facevamo ci avvisavamo se c'era un prodotto in super offerta che all'altra poteva interessare.
Sul lavoro eravamo efficienti, veloci, precise, ed eravamo così ben organizzate da poterci ritagliare dei piccoli spazi personali (vedi x es. sfogliare volantini....).
Ieri quando mi hanno dato la lettera, lei era in lacrime, stava male.
Io ho cercato di trattenere le lacrime, ma qualcuna poi è scesa, e non piangevo perchè ho perso il lavoro, piangevo perchè lascevo lei, lì da sola in quella gabbia di matti.
Perchè la mia vita sta per cambiare radicalmente, perchè non sarei più andata lì tutti i giorni con lei. Perchè noi sappiamo cosa vuol dire avere a che fare con certi personaggi, e gli altri di fuori non posso capire.
Perchè abbiamo condiviso tutto negli ultimi 6 anni, e ora non sarà più così.
Perchè abitiamo a un'ora di distanza l'una dall'altra, e non potremmo vederci spesso.
Perchè il bello era stare insieme tutto il giorno, e condividere gioie e dolori.
Perchè con lei si lavorava bene.
Perchè so che una collega così non la troverò più.

sabato 23 febbraio 2013

Una settimana da cancellare

Doveva nevicare, ma alla fine, il cielo ha dato solo una spruzzata e niente di più. Un pò mi dispiace, perchè vedere la neve cadere mi rilassa, e poi tutto quel bianco dappertutto mi piace, mi infonde serenità.
Giovedì sera volevo vedere la finale di Masterchef, ma ero così stanca che alle 21.15 dormivo già sul divano, ero pure riuscita a mettere a nanna i pupi, così da godermi un pò di tv, ma niente, per fortuna l'ho registrato.
Questa è una settimana di quelle da ricordare, tra le news brutte dal mondo del mio lavoro, tra mia suocera che è stata operata e abbiamo fatto su e giù dall'ospedale (è tutto ok, ora sta bene, è già a casa), tra che ieri avevamo programmato "una fuga" io e il mio lui, ma mia mamma ha pensato bene di ammalarsi ed essere molto contagiosa con un virus intestinale (non si ammalava da più di un anno e  mezzo). I bimbi sarebbero andati uno a scuola e uno al nido  e avrei avuto bisogno del servizio "baby sitter" per il pomeriggio e per la  cena, perchè non sapevamo a che ora saremmo tornati, ma niente, una settimana così sfigata, dove non ne imbrocchiamo una, dove arrivano solo brutte notizie, eh no.... BASTA.
La notizia del mio imminente licenziamento ha buttato nel panico mia mamma e mio papà. Forse più di me, perchè io sinceramente se la situazione è quella, e sapendo certe cose, non so se l'azienda resterà ancora aperta per molto, l'unica speranza è che qualcuno sano di mente la rilevi, e questa era la mia speranza. Purtroppo non ci sarò se succederà.
Mio papà, che è andato in pensione a gennaio, apposta per darmi una mano nella gestione dei bambini, lui che avrebbe continuato a lavorare volentieri, io che gli avevo detto chiaramente: "papà se vuoi andare in pensione vai, ma non farlo per me, perchè con i bimbi ce la siamo sempre cavata da soli e così continueremo" non volevo recriminazioni, ai miei dispiaceva perchè i bimbi facevano pre, post scuola, nido, tutto praticamente,  tante volte il patato era l'ultimo alla scuola materna, putroppo se tutti lavoravano, e adesso cosa mi ha detto: " se tu sei a casa io cosa faccio?", ecco lo sapevo...., già gli è venuta un pò di crisi, perchè non è abituato a stare a casa, in più era già un pò in crisi perchè ha perso tutti i due i genitori nell'ultimo anno e mezzo, ad agosto era morto pure il cane dopo 15 anni di fedele compagnia, una tragedia insomma..... Innanzitutto gli ho detto che io "non starò a casa per sempre" ho la speranza di trovare un altro lavoro, anche se sarà difficilissimo, ma ci proverò. E che poi per me lui può tornare al lavoro, in qualche modo farò, come ho sempre fatto del resto.
Li ho anche già avvisati, che stiamo valutando di trasferirci all'estero, per ora è solo un'idea, ma se io (sto già mandando cv) dovessi trovare qualcosa di interessante, potremmo decidere di farlo veramente.
Siamo riusciti a convincerlo ad iscriversi ad un'associazione di volontariato del paese, così da tenerlo occupato, e sembra che gli piaccia, fa del bene e si rende utile.
Mia mamma invece è nel panico, perchè stando a casa io dal lavoro, non avrà più la sua fornitura di cosmetici e trucchi.  Eh si, perchè lavorando in questo bellissimo settore, portavo a casa un sacco di creme, trucchi, da provare e testare. In più li potevo comprare al loro prezzo di costo (non  vi dico quanto costa in realtà un crema che in profumeria trovate a 90 € perchè qui potreste svenire tutte), mia mamma è disperatissima. Pure io ;-)
 
 
 

mercoledì 20 febbraio 2013

News dal lavoro

Io di natura sono molto intuitiva e perspicace. E anche questa volta non ho sbagliato. E' da due settimane che me lo sento, è da due settimane che ho la testa nel pallone.
E alla fine, dopo una mia "sfuriata" di venerdì scorso per sapere la verità, lunedì hanno avuto il coraggio di dirmelo.
Non volevano dirmelo, ma sapete se a casa mia, e anche vostra, 2+2= 4, è inutile che tu pensi che io pensi che faccia 3!
Mi è piaciuto il preambolo iniziale, quando mi sono seduta davanti alla scrivania presidenziale, mi è stato detto: "Non è così tragico come pensi", dopo 2 secondi ha proseguito con questa frase
"allora... abbiamo deciso di licenziarti......." , ?!?!?!
In questo momento mi sento sollevata, delusa, triste, incazzata.
Sollevata perchè finalmente so, a me piacciono le cose chiare e limpide.
Delusa, dal loro comportamento, ma so che  son dei cani senza riguardo ai sentimenti altrui.
Triste perchè mi dispiace lasciare un lavoro che amo.
E incazzata, tanto incazzata.
 
Ora vorrei avere tempo per pensare, riflettere, ma non ci riesco, ho la mente che frulla, frulla,frulla. In più abbiamo fatto 2 notti in bianco, Giobi malato (di nuovo), una notte ha vomitato l'impossibile nel lettino, ho dovuto fargli una doccia in piena notte, aveva vomito ovunque. Il patato non contento, non si sa come mai,  ha fatto un lago nel letto, ho passato le notti, a smonta letti, rimonta letti.
Sono un pò in crisi mentalmente, ho bisogno di un pò di riposo, vorrei farmi una vacanza, da sola, per pensare in pace e tranquillità, lontana da tutti, ma questo è impossibile.........
 
Ora, ufficialmente non possono ancora licenziarmi, finchè Giobi non compirà un anno, è veramente squallido sapere che non vedono l'ora che mio figlio faccia un anno, per spedirmi la raccomandata.
 
 
 
 
 

martedì 8 gennaio 2013

Lo sfigato -secondo atto-

Lui. Il presidente della società per cui lavoro, per chi non ne avesse mai sentito parlare, è  il cinquantenne sfigato gay senza moroso, ne avevo parlato qui e soprattutto qui
Lui che ha lasciato a casa  una settimana prima di Natale la sua segreteria personale, con la scusa della crisi, con la scusa che non abbiamo più soldi per pagare gli stipendi, e toh chi c'è adesso al suo posto?
Uno sbarbatello 22enne, carino, muscoloso, con i pantaloni a vita bassa con la mutanda di fuori che d'estate fa il bagnino in un parco acquatico, ma questo dove l'abbiamo trovato? Ma come facciamo a mettere una persona del genere alla reception?

domenica 7 ottobre 2012

Il rientro al lavoro

Colazione con davanti Vanity Fair.... si è proprio sabato. Stamattina non devo fare tutto di fretta, posso  bermi un caffè con calma, leggere un pò di Vanity, accendere il pc, per lo più i bimbi sono tranquilli in questo momento, il papino dorme ancora, e io cazzeggio un pò. Bella lì!
....
Pausa di mezz'ora
....
Quelle erano state le cosidette ultime parole famose, appena ho scritto che erano tranquilli, si è scatenato l'inferno!
ecco.
....
Queste frasi erano di ieri mattina, dopodichè non sono più riuscita ad accendere il pc, il mio sabato si è trasformato in un episodio di Desperates Housewives.

Ma veniamo all'argomento di cui volevo tenervi aggiornate, il rientro al lavoro.

E' stato molto molto traumatico, accoglienza molto fredda, due capi non mi hanno neanche salutata, e uno mentre ero in pausa caffè mi ha detto: te l'han detto che ti riduciamo lo stipendio!  e poi per l'anno prossimo vedremo, in quell'ufficio due son troppe.
BENE che bell'inizio
Tutto con quel suo tono antipatico.
L'altro, la checca frigida,  per due giorni ha fatto finta di non vedermi, dopodichè mercoledì è come se fossi resuscitata e si è ricordato il mio nome, e ha iniziato a rompere con le sue idee idiote, anche se tiene ancora molto molto le distanze, ma questo è già un passo avanti.
L'altro capo, quello più normale, ha fatto la divisione dei compiti, e indovinate un pò? a me son toccati tutti quelli più "sfigati" e rognosi.
Al contrario, tutti gli agenti, i clienti, che sto sentendo in questi giorni, mi esprimono la loro contentezza, e a volte basta un semplice "bentornata".
Ci son voluti due giorni per sistemarmi il pc, l'email non funzionava, il programma non funzionava, mi avevano rubato il mouse, e io a mia volta sono andata a rubarne uno su un'altra scrivania, internet explorer non riesco più a farlo funzionare, e devo usare firefox che però non mi piace proprio.Uhm e la lista è lunga, sparita la calcolatrice, ritrovata in seguito nell'ufficio di fianco, l'ho ripresa con la forza. Che giungla!!

Il rientro l'ho preso con filosofia, vado  a lavorare, faccio il mio dovere, faccio battute ironiche per sdrammatizzare, e amen. Cerco di sopportare i due pazzi, e nel frattempo do' un occhio alle ben poche offerte di lavoro che si trovano nel web.


Buona domenica a tutte!!!!!!!!

venerdì 28 settembre 2012

Meno 3 gg

E il 1 ottobre rientrerò al lavoro.
Questo fatidico giorno si avvicina, quando ci penso mi vengono dei crampi nella pancia e il cuore comincia a battere più forte.
Manco da 8 mesi e mezzo, e tante cose sono cambiate. Hanno lasciato a casa 3 colleghe, e ne hanno assunta una nuova.
Mi hanno ventilato che vogliono ridurre gli stipendi, gira maluccio.
E il clima non sarà un granchè, tensione, tutti un pò incazzati, ho saputo che il 6 ottobre starà a casa un altro ragazzo.
Io fino all'anno del fagiolino risulterei "intoccabile", però lì da me fanno quello che vogliono. Delle leggi non gliene frega niente.
Effettivamente sono molto preoccupata per la situazione che c'è, e per l'ambiente poco sereno.
Da una parte sono contenta di tornare al lavoro, perchè fondamentalmente non sono un tipo "casalingo",  mi piace molto il mio lavoro,  e anche dal punto di vista economico lo stipendio al 30% non è abbastanza per far fronte a tutte le spese, dal mese di settembre si è pure aggiunta la voce spesa nido (praticamente equivale a una rata di mutuo), ma tornare a lavorare in quel luogo sarà dura.
 
Odddio oddiooo oddiooo vorrei urlare.
Misto di paura, voglia di ricominciare, sensi di colpa verso i bimbi.
 
 
Avevo lasciati appesi al muro i disegni del patato chissà se ci saranno ancora.........

martedì 9 agosto 2011

Varie ed eventuali

L'avevo scritto il 2 agosto:
ah ah ah oggi lo sfigato (per chi non avesse letto il post "sei uno sfigato" è il presidente gay della società in cui lavoro) è andato a pranzo con due nostri clienti,  gay pure loro!
Dovevate vedere com'era eccitato. (a me veniva da ridere!)
Speriamo almeno che scocchi qualche colpo di fulmine.
Così almeno se trovasse un moroso si perderebbe un pò e non penserebbe solo al lavoro, è già scocciato perchè è agosto, ed è mese di ferie per noi poveri dipendenti che abbiamo anche una vita sociale e familiare al di fuorì da qui, e le ferie ci son dovute per legge, se fosse per lui le abolirebbe.
Lui rimarrà tutto agosto qui, a far finta di lavorare e a stressare chi rimarrà qui, per soddisfare i suoi  capricci.
A me per fortuna mancano 2 gg e mezzo e poi saluto tutti, non mi sento ancora in clima vacanza, ho ancora troppe cose da finire e da sistemare.
Lo stagista invece al mio commento "mancano pochi giorni alla ferie, ma non mi sento in clima vacanza", mi risponde "no io... mi sento già in clima da più di una settimana", eh ci credo fai un cazzo!

Oggi 9 agosto:
alla fine non c'è stato nessun colpo di fulmine che io sappia, peccato!

Amiche blogger, ci sono ci sono, non sono ancora partita per le vacanze.
Sono a casa in vacanza da pochi giorni e me ne sono capitate un pò di tutti i colori, il patato si è rotto un dito, e ora ha praticamente tutta la mano destra ingessata. Povero tato!
Mi sono successe altre cose, ma ora non ho voglia di parlarne, vediamo come si evolvono, spero di riuscire a risolverle,  e soprattutto vorrei entrare in clima vacanza.

Buonanotte

mercoledì 6 luglio 2011

Sei uno sfigato

Caro super presidente delle mie balle,
ti vorrei dire due tre cosette:
  •   tu che hai più di 50 anni e vivi ancora con i tuoi genitori, sei uno sfigato
  •   tu che non hai neanche lo straccio di un fidanzato, ma chi vuoi che ti si fila a te? Sei uno sfigato
  •   tu che al lunedì mattina arriva represso, perché conduci una vita ignobile e sfigata, e l’unica tua soddisfazione è sfogarti su noi dipendenti, solo perché solo così ti senti potente.
  •   tu che godi quando ci insulti e ci dici “sono io che vi do lo stipendio”, sei uno sfigato
  •   tu che hai la casa al mare e non ci vai, perchè sei solo, sei uno sfigato
  •   tu ciccione sfigato che ti permetti di insultarmi, dirmi delle cose per cui ti dovrei denunciare, non osarti mai più perchè ci vado veramente dall'avvocato.
  •  tu che non hai rispetto per le persone, che sei cattivo dentro, e poi fai donazioni e fai venire il prete a benedire gli uffici, sei un ipocrita.
  •  tu che sei pieno di soldi, ti vesti firmato, ma sempre e comunque sappi  che rimarrai UNO SFIGATO!

mercoledì 4 maggio 2011

Lo stagista

Dunque lui, lo stagista che mi hanno appioppato, lo chiamerò Anto2 (in onore di una mia ex-collega tale e quale),  anche stamattina:
   è arrivato in ritardo come al solito, ora che ha acceso il pc, sistemato la sedia e i fogli lasciati in giro, letto a video la gazzetta, controllato FB, mandato un sms,  e essersi fatto un pò di affari suoi, è già passata un'ora.
  Poi mi dice: sono stanco, non ho dormito bene stanotte, e va a bersi un caffè e a fumarsi una siga.
Ritorna, finalmente comincia il lavoro che gli ho assegnato, ma viene chiamato dal presidente a parlare di chissàchecosa di non vitale importanza.
Ritorna, MA non si rimette a lavorare, e che stiamo scherzando, ha bisogno di un'altra pausa, caffè e siga.
Finalmente, al ritorno dalla seconda pausa, cominicia a lavorare, dopo neanche mezz'ora, si lamenta già: "eh ma che p... digitare sta' cosa, inserire... questo,  e ma perchè è così...???" mille domande e sbuffamenti.
Allora cosa fa?
Esce a fumare una siga.
Eh così la mattinata è volata.
Io oberata di lavoro, sull'orlo di una crisi, faccio diecimila cose insieme, lui povero un lavoro lo tiene lì due giorni, e poi alla fine lo devo pure aiutare: Perchè non ce la fa?!

Lati positivi: è carino e simpatico, mi fa ridere.
Però mi fa arrabbiare all'ennesima potenza perchè lavorativamente parlando non ha proprio voglia, e il lavoro poi ricade su di me, che mi devo fare in quattro.
Direte parlane  con il tuo capo........... : eh no, non posso più di tanto lamentarmi, perchè "è il figlio della morosa del mio capo", l'ha piazziato lui,  e cerca di parargli sempre il cosidetto fondoschiena.
Potreste dirmi, parla con qualcuno che è al di sopra del tuo capo, si ok ci starebbe, peccato che quel qualcuno sia della cosiddetta altrasponda, e quando entra nel mio ufficio, i suoi occhi si illuminano nel vedere il baldanzoso giovine, parla solo con lui, ogni scusa è buona per chiamarlo nel suo ufficio, per fortuna il feeling chiamiamolo così non è ricambiato.

Niente, devo aspettare il ritorno della mia amata collega , la quale è a casa in maternità, devo solo tenere duro (me lo dico da sola tutti i giorni).

domenica 17 aprile 2011

Momenti di stress

Sono stanca, stressata e anche un pò depressa.
Non riesco più a sopportare una situazione che si è venuta a creare al lavoro, e sto riversando tutto il mio malumore tra le mura domestiche.
Il papino non ne può più delle mie lamentele, ogni sera arrivo a casa e sono incazzata, mi lamento, lui mi continua a ripetere giustamente che una volta varcata la soglia di casa, tutte le questioni lavorative devono essere lasciate fuori dalla porta,e  mi devo concentrare sulla mia famiglia, lo so ha ragione, ma io non ne sono capace, non ne sono mai stata capace.
Non ci riesco e non so come fare. Ci provo, faccio uno sforzo enorme a giocare tutte le sere con il patato, inventarmi storie, ma nella mia mente, sinceramente, non vedo l'ora che lui vada a nanna, per sprofondare sul divano e staccare la spina.
Io lavoro tutto il giorno, passo 9 ore in ufficio, tutti i giorni, e NON ce la faccio più.
E' da stamattina che penso già a quello che dovrò fare domani, e  poi mi dico"sono proprio scema!", non riesco neanche a godermi la domenica.
Ci sono momenti che mentre gioco con il patato mi viene da piangere, penso per lo stress, cerco di mandare indietro le lacrime, ogni tanto ci riesco e ogni tanto no.
è un periodo così.... sono forte cercherò di tirarmi sù, l'unica cosa mi dispiace per il tempo che perdo con il patato, per la mia non-voglia di stare con lui, di fingere, mi sento in colpa.
Questo non mi fa proprio sentire una brava mamma, vorrei essere sempre felice, propositiva, gioiosa, nei suoi confronti, ma come si fa?!
oggi va così.....